Storia e didattica del territorio, Poggibonsi 18-19 dicembre 2014: alcune esperienze nel territorio di Empoli

Nel territorio empolese operano diversi soggetti nell’ambito della promozione di attività educative e didattiche finalizzate alla conoscenza del territorio tanto che risulta estremamente difficile darne una panoramica esaustiva nei tempi ristretti che ci siamo imposti. Tra questi naturalmente l’amministrazione comunale svolge un ruolo di primo piano nella didattica dei beni culturali e nel sostegno a percorsi di cittadinanza attiva strettamente legati alla storia del territorio.

All’interno dell’assessorato alla cultura del comune di Empoli è attiva dal 1998 una sezione didattica dei beni culturali impegnata nella promozione e valorizzazione del ricco patrimonio culturale del territorio empolese presso le scuole cittadine di ogni ordine e grado nella consapevolezza che la tutela e la difesa del territorio, nei suoi vari aspetti- si chiariva peraltro nell’invito – storici, storico-artistici, etnografici e ambientali, parta innanzitutto dalla conoscenza del territorio stesso fin dalla prima infanzia.

Il ricco ventaglio di proposte didattiche che ogni anno sono presentate a insegnanti e studenti ruotano innanzitutto intorno alle sedi dell’articolato circuito museale empolese – il museo della Collegiata, la Casa del Pontormo, il Museo del Vetro, il Museo Paleontologico, la casa di Ferruccio Busoni e la Galleria di Arte Moderna e della Resistenza – ciascuno dei quali offre un importante contributo alla conoscenza della storia della città. L’offerta formativa prevede la proposta per ognuna delle sedi museali di semplici visite guidate o percorsi tematici volti via via ad approfondire aspetti diversi delle opere che conservano, siano essi un itinerario tra le essenze dei giardini dipinti nei quadri del Museo della Collegiata o gli utensili dei vetrai presenti nel Museo del Vetro.

A questi si aggiungono i laboratori che attraverso la metodologia del ‘saper fare’ permettono ai ragazzi di sperimentare il lavoro dell’artista o del decoratore di vetri. Il metodo di lavoro alla base dell’esperienza didattica empolese è stato illustrato nelle pagine curate da Cristina Viti e Cristina Gelli nel volume edito in ricordo del maestro Alberto Cavallini dal titolo, non a caso, Semper in via. Didattica dei beni culturali, scuola e territorio, (Polistampa, 2013) nella collana Quaderni del servizio educativo della Soprintendenza di Firenze.

Inoltre, ai tradizionali percorsi nei musei cittadini si sono affiancati percorsi espressamente volti alla conoscenza della storia della città e del territorio alcuni dei quali realizzati presso il locale archivio storico comunale e il Centro di Documentazione sull’Antifascismo e la Resistenza. In particolare presso l’archivio storico comunale di Empoli, custode di un vasto patrimonio documentario a partire dal XIV secolo, sono stati attivati dei percorsi didattici orientati da una parte a far conoscere innanzitutto che cos’è un archivio e quale sia la sua importanza per gli studi storici, soprattutto di carattere locale, e, dall’altra, a far apprendere ai ragazzi delle scuole i metodi di base della ricerca storica, dall’analisi del documento alla rielaborazione dei dati. Partendo dalle carte d’archivio gli studenti hanno, quindi, la possibilità di ricostruire episodi o aspetti della storia locale. Tra le numerose proposte: uno sguardo alla vita quotidiana del XVI secolo attraverso la lettura degli statuti del 1560, un percorso a ritroso nel tempo per vedere come e cosa studiavano i ragazzi nell’Ottocento oppure leggere la composizione delle famiglie del passato attraverso i documenti fiscali cinque-seicenteschi e quelli del censimento del 1841.

Accanto ai laboratori di ricerca storica, l’archivio storico propone alle scuole i cosiddetti “Flash sulla storia”, incontri cioè dove gli studenti possono rileggere nei materiali documentari dell’archivio i grandi eventi della storia nazionale studiati sul manuale scolastico per prendere coscienza di come la storia del proprio territorio sia parte della ‘grande storia’ nazionale o più in generale europea. Utili in questo senso i percorsi “Francesi in Toscana: Empoli e la Toscana parte dell’Impero francese” e “L’Unità d’Italia in archivio: un percorso risorgimentale tra le carte d’archivio in occasione del 150° anniversario”, “Un protagonista del nostro Risorgimento: Vincenzo Salvagnoli, avvocato e politico empolese”, proposte che si prevede di ampliare quest’anno con un percorso espressamente dedicato alla Grande Guerra.

Il Centro di Documentazione sull’Antifascismo, la Resistenza e la storia contemporanea dell’area empolese, intitolato ai due partigiani Rina Chiarini e Remo Scappini, rappresenta un’importante risorsa sul territorio per la conoscenza del periodo compreso tra le due guerre mondiali. A questo scopo l’offerta formativa prevede non solo le semplici lezioni frontali che illustrano le finalità e i materiali conservati nel Centro di documentazione ma anche veri e propri percorsi di ricerca storica effettuati utilizzando il ricco patrimonio documentario (audiovisivi, pubblicazioni, diari e testimonianze, fotografie) del centro. Questo rappresenta poi un importante punto di raccordo tra la scuola e quanti, associazioni antifasciste, ex partigiani, familiari dei deportati, si impegnano con la loro testimonianza a tener vivo il ricordo di quel tragico periodo della storia empolese.

Il Centro, insieme all’amministrazione comunale e molte associazioni come il Comitato in difesa della Costituzione, promuove attivamente il progetto Investire in Democrazia finalizzato alla diffusione della memoria storica e dell’educazione alla legalità tra gli studenti delle scuole cittadine quali basi per la formazione di un cittadino attivo e consapevole, educato ai valori della democrazia. All’interno di questo progetto è stato ideato il percorso Le chiavi della città che si propone di accompagnare i bambini nel corso dell’intero ciclo della scuola primaria alla scoperta dei luoghi più significativi della città attraverso percorsi tematici differenziati per ciascun anno scolastico (il primo anno i luoghi segreti, il secondo le piazze, … ) che permetteranno ad ogni classe di ottenere a fine anno una chiave, simbolo dell’acquisita conoscenza di una parte della storia cittadina. In questo senso il riappropriarsi della memoria storica della comunità, la conoscenza del proprio territorio, e più in generale l’educazione al patrimonio costituiscono, dunque, le tappe di un lungo percorso di cittadinanza attiva, che parte dai bambini ma spesso arriva a coinvolgere gli stessi genitori, perché – come ricordato dalle stesse insegnanti promotrici del progetto – le «virtù civiche non nascono dal niente perché si ama e si rispetta ciò che si conosce».

Nel complesso lo scorso anno scolastico hanno potuto usufruire dei servizi didattici offerti dal comune di Empoli oltre 4500 studenti.

Infine, l’impegno didattico dell’amministrazione comunale non si limita agli interventi rivolti alle scuole ma si rivolge anche alle famiglie con percorsi personalizzati e laboratori ludico-didattici all’interno dei musei cittadini nei quali genitori e bambini possono imparare divertendosi insieme. La pluriennale esperienza degli appuntamenti domenicali di Famiglie al Museo è confluita quest’anno nell’iniziativa Leo e Margherita alla scoperta della città invisibile, realizzata in collaborazione con la Regione Toscana e Giallo Mare Minimal Teatro, un percorso, appunto, alla scoperta di una città a misura di bambino tra le risorse culturali (teatro, scuola di musica, biblioteca, musei, librerie) disponibili sul territorio.

A fianco dell’amministrazione comunale operano poi nei diversi campi della didattica del territorio numerose associazioni.

Tra queste vorrei ricordare l’associazione Amici dell’Archivio Storico di Empoli che, nata nel 2009, si propone di valorizzare e diffondere la conoscenza delle ricerche di storia locale e delle altre iniziative aventi al centro i documenti dell’archivio storico. Nel corso di questi anni l’associazione ha promosso incontri e conferenze, presentato libri e tesi di laurea su tematiche di interesse storico locale, finanziato ricerche come quella che ha portato alla pubblicazione degli Statuti di Pontorme del 1346, allestito piccole mostre documentarie quali “Vincenzo Salvagnoli e l’Unità d’Italia” nel 2011 in occasione del 150° anniversario dell’Unità e l’appena conclusa “Empoli e la Toscana sotto Napoleone” per i duecento anni dell’esilio di Napoleone Bonaparte all’Elba.

Insieme ad altre associazioni, quella degli Amici dell’archivio storico di Empoli – scrive Paolo Santini in un comunicazione a disposizione del pubblico – «partecipa al progetto Investire in Democrazia, […] (all’interno del quale), ha progettato e realizzato un percorso didattico dal titolo “Empoli Luoghi e Segni della Memoria”, […] (che) si propone di avvicinare i ragazzi dell’ultima classe della scuola primaria alla conoscenza della storia del secolo XX attraverso i segni della memoria presenti nel territorio empolese, collegandoli agli eventi e agli episodi che avvennero in quel periodo e ricordati ai posteri proprio da lapidi e monumenti; ma anche attraverso i luoghi della memoria che non sono diventati segni, pur avendo avuto notevole importanza per la popolazione (es. rifugi antiaerei, sede provvisoria del CLN, del comune o dell’ospedale prima della liberazione, etc.).[…] Il percorso viene adesso a colmare anche una lacuna presente nei programmi ministeriali, ed è volto a far avvicinare gli studenti alla disciplina storica attraverso un processo di raccolta di testimonianze, reperimento dei documenti in archivio e sintesi guidata delle informazioni raccolte. […]».

Inoltre l’associazione cura la pubblicazione di una rivista di studi e ricerche “Quaderni di Archivio” di cui è fase di stampa il quarto numero. La rivista è distribuita annualmente ai soci e si compone di una parte monografica e di una parte dedicata a brevi saggi, presentazione di libri, relazioni su attività didattiche in corso. Il primo numero è stato dedicato al Magazzino del Sale, oggi sede del Museo del Vetro, il secondo a “Empoli per i 150 anni dell’Unità d’Italia”, il terzo a “Associazioni e beneficenza a Empoli tra Otto e Novecento”. Infine per avvicinarsi maggiormente al grande pubblico sono stati attivati a cura dell’associazione un blog e un profilo facebook.

Blog http://www.empoliestoria.it/

https://www.facebook.com/pages/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli/60586368279879

L’associazione Amici del MuVe nasce nel 2012 per supportare il Museo del Vetro di Empoli nella promozione e valorizzazione del ricco patrimonio materiale, documentario e di conoscenze della tradizione vetraria empolese e per contribuire a realizzare, sostenere e promuovere attività ed eventi finalizzati alla conoscenza della grande tradizione culturale e dell’attualità del vetro empolese, collaborando alla più ampia valorizzazione turistica di Empoli. Nell’ambito di queste attività ha promosso la realizzazione di numerose esposizioni tra cui Vino e Vetro. I colmatori per le botti. Immagini, oggetti e documenti tra Ottocento e Novecento, a cura di Silvia Ciappi (2012), Geografia e storia delle case coloniche tra Arno, Elsa e Pesa (2014) e TADDEI e ETRUSCA Arte e industria del vetro a Empoli nel primo ‘900, appena inaugurata. Ad integrazione dell’offerta didattica proposta dal comune di Empoli per le scuole cittadine, l’associazione realizza visite guidate al Museo del Vetro di Empoli, incontri di approfondimento, laboratori ludici e didattici indirizzati alle scuole di ogni ordine e grado al di fuori del territorio comunale, centri estivi, gruppi familiari ed adulti.

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